
Invito graditissimo quello di Manuela Pascucci @fatamorgana e di Michela Donati @mimmiwinelover alla masterclass sui vini del Lazio organizzata durante l’edizione di Vinoforum 2021 a Roma; un’occasione per rivedere gli amici e colleghi con i quali ogni weekend di questa calda estate ho condiviso momenti, avuto impegni, magari un press tour o una degustazione. Insomma… la mia famiglia acquisita.
Ci avviamo spediti a prendere posto ai tavolini preparati per l’evento e dopo una commuovente presentazione delle due organizzatrici inizia la danza dei vini, serviti dai sommelier…
Molti di essi li conosco già e sono tutti di ottima qualità quindi… inserisco il pilota automatico per attivare la comprensione “ tecnico scolastica” in modo da prendere facilmente gli appunti.
Poi arriva lei… una bollicina incredibile! Frenata brusca, disinserisco l’automatismo e mi stupisco, si , davvero perché è qualcosa di particolare.
“ Come si chiama? Mi può mostrare l’etichetta per favore? Raggiungo con educazione l’orecchio del sommelier
“ Strappo alla regola”.
“ È il mio”- ho pensato.
Chi mi conosce sa che rispetto le regole, sono “obbediente e disciplinata”, qualità frutto di una educazione se vogliamo severa, con una forte pressione sul tema della responsabilità, del dovere, del non deludere gli altri.
Qualche fardello sono riuscita a scrollarmelo da dosso, ma l’imprinting è quello: il mio “Sapere Aude” è da sempre uno strappo alla regola.
La gioia e spensieratezza di questo dialogo di malvasia e di sangiovese vinificato in bianco che rimane ben 36 mesi sui lieviti: struttura e giovialità e finezza accattivante insieme.
Era rimasta una bottiglia dopo la degustazione e ho fatto di tutto per poterla avere, per accoglierla a casa e condividerla con i miei amici liguri: una di essi è partita di lì a breve per andare a trovare il produttore, Antonio Di Carlo alle cantine Le Macchie a Rieti.
Una visita fantastica -mi ha detto- e altri gioielli prodotti.
Il bello del vino, la condivisione e trovare nel calice un pezzo di sé.
